Adroterapia: come funziona

Comment

Altri articoli

Adroterapia: come funziona il trattamento a base di adroni

Tra i nuovi approcci terapeutici per la cura di patologie tumorali va segnalata l’adroterapia: una forma di radioterapia che rispetto a quella convenzionale non si serve dei raggi X, ma utilizza invece dei fasci di particelle pesanti (adroni). Gli adroni nello specifico sono dei nuclei di atomi che, portati ad alta energia da una potente macchina acceleratrice, vengono lanciati come proiettili con lo scopo di deteriorare i tessuti danneggiati dalle formazioni tumorali, lasciando inalterati i tessuti sani. Un passaggio fondamentale nel contesto di questa terapia consiste nella scelta del bersaglio su cui riversare le particelle dotate di particolari proprietà fisiche che si rivelano più vantaggiose rispetto agli effetti promossi dalla classica radioterapia, in quanto garantiscono un livello di precisione più alto. Gli adroni sono in grado di colpire selettivamente le cellule tumorali, rilasciando una dose minore di particelle nei confronti dei tessuti sani, per questo motivo gli effetti collaterali sono più bassi rispetto alla radioterapia; il trattamento non è doloroso, nel corso dell’irraggiamento il paziente non avverte alcun fastidio, ma può sorgere qualche effetto secondario da ascrivere alla tossicità dei raggi. Altre notizie su tale argomento si trovano su: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/oncologia/potenzialita-e-limiti-delladroterapia.

Pubblicità

Per quali tumori si impiega

Adroterapia

Adroterapia

Questo trattamento si è imposto per la cura dei tumori che dopo un primo approccio terapeutico si dimostrano resistenti alla radioterapia tradizionale (radio resistenti), anche se va precisato che attualmente l’adroterapia viene impiegata esclusivamente per un numero limitato di patologie tumorali curabili. Dapprima la terapia con adroni è stata sperimentata sui tumori localizzati nella base cranica, sul fondo dell’occhio e lungo la colonna vertebrale, in seguito l’adroterapia è stata impiegata come cura dei tumori pediatrici, ma anche per trattare i tumori del sistema nervoso centrale, della prostata, del fegato, del polmone, dell’apparato gastroenterico. La prognosi positiva dipende da diversi fattori e la sopravvivenza del paziente dipende dal tipo di tumore.

Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.