Diagnosi malattie ghiandole surrenali scintigrafia

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Diagnosi malattie ghiandole surrenali scintigrafia

Per formulare una corretta diagnosi malattie ghiandole surrenali si ricorre spesso ad un esame strumentale come la scintigrafia surrenalica nel corso del quale si iniettano radioisotopi capaci di raggiungere i surreni da cui vengono inviate radiazioni gamma. La scintigrafia surrenalica si esegue iniettando il radioisotopo in una vena del paziente cinque giorni prima dell’acquisizione delle immagini, durante l’esame al soggetto si richiede di restare disteso su un lettino mentre la gamma camera viene posizionata sulla regione lombare, per l’acquisizione di ogni serie di immagini sono richiesti circa 30 minuti. La quantità di radioattività somministrata è abbastanza esigua e le sostanze impiegate non sono nocive per cui non provocano effetti collaterali nel paziente anche se in alcuni casi possono evidenziarsi delle manifestazioni di tipo allergico. In caso di condizione di ipercortisolismo è di grande aiuto la scintigrafia corticale surrenalica che permette di formulare una diagnosi discriminatoria tra adenoma, iperplasia bilaterale, carcinoma funzionante, lesioni surrenaliche.

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Modalità di esecuzione dell’esame

diagnosi malattie ghiandole surrenali scintigrafia

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La scintigrafia corticale surrenalica consiste nella somministrazione di analoghi del colesterolo marcati con 131I che si fissano a livello del tessuto cortico surrenale funzionante, in caso di ipercolesterolemia si denota una ridotta fissazione surrenalica del norcolesterolo. Nel corso dell’esame il radiofarmaco viene iniettato attraverso un butterfly con sistema a tre vie precedentemente posizionato, invece l’acquisizione delle immagini si effettua a distanza di 3 e 5 giorni dalla somministrazione della dose; in genere a distanza di 5 giorni dall’esecuzione della scintigrafia surrenalica si somministra per via endovenosa una dose di 99mTc DTPA per ottenere una più approfondita localizzazione anatomica del surrene, se il surrene è poco visualizzato nelle immagini è necessaria una successiva acquisizione di immagini a distanza di 7 giorni dalla somministrazione della dose. Per tutelare la salute del paziente è necessario escludere eventuali quadri clinici che controindichino l’uso di dosi farmacologiche di iodio, un altro passaggio indispensabile dopo la somministrazione del radiocolesterolo consiste invece nella somministrazione di lassativi per inibire l’attività eliminata per via intestinale.

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