Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA) come si esegue

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Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA) come si esegue

Spesso per la diagnosi delle malattie cerebrovascolari si sottopone il paziente ad una metodica semplice e non invasiva come l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA), un esame che permette di studiare e monitorare le arterie e le vene che circolano nelle strutture del capo, nello specifico grazie a quest’indagine diagnostica è possibile monitorare la circolazione arteriosa diretta verso il cervello attraverso le carotidi e le arterie vertebrali. Attraverso l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici si possono acquisire i seguenti dati: valutare la pervietà ed il calibro dei vasi; riconoscere le lesioni aterosclerotiche; identificare il grado di stenosi;  escludere la trombosi venose. L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA) si svolge senza causare alcun disturbo al paziente in quanto non è un esame invasivo e non dura molto: la sua durata media è di 20 minuti. Questo esame consiste nell’eseguire una sorta di ecografia che può contare su valori visivi ed acustici che permettono di valutare i vasi ed il flusso del sangue nelle strutture del capo; nello specifico con l’ecocolordoppler si forniscono immagini a colori (rosso e blu) dei flussi venosi ed arteriosi alla ricerca di lesioni, anche lievi, delle pareti dei vasi in modo da valutare accuratamente il loro stato. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura di: http://www.materdomini.it/pazienti/diagnosi/chirurgia-vascolare/4682-ecocolordoppler-tsa.

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Quali informazioni fornisce questo esame

Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici

Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici

Oltre ad escludere la presenza di placche o di ateromi nei vasi che portano il sangue ossigenato al cervello, una condizione che potrebbe determinare lo sviluppo dell’ictus, l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA) serve ad identificare altre condizioni gravi per la salute dell’uomo. In ambito diagnostico questo esame viene richiesto dallo specialista per poter formulare un preciso inquadramento del paziente precedentemente colpito da ictus oppure da attacco ischemico transitorio, quest’indagine permette inoltre di diagnosticare un eventuale aneurisma ed anche come test di screening nei pazienti che presentano un alto livello di fattore di rischio cardiovascolare.

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