Nanoparticelle nella diagnostica per immagini

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Nanoparticelle nella diagnostica per immagini

Lo sviluppo di nuovi sistemi di somministrazione dei farmaci, radiofarmaci e mezzi di contrasto è stato possibile grazie all’impiego delle nanoparticelle nella diagnostica per immagini. Le innovazioni di ultima generazione hanno portato all’applicazione medica della nanotecnologia con formulazioni di nuovi farmaci veicolati con nanoparticelle che si dimostrano più efficaci nei confronti del bersaglio in quanto si tratta di sostanze che vengono inniettate direttamente nella circolazione sanguigna avendo la capacità di oltrepassare le barriere biologiche di tipo immunitario. Tra le altre qualità che si possono attribuire a tali presidi farmalogici vi è l’alto livello di selettività per cui si accumula solo nella zona ammalata evitando che vengano raggiunti organi o tessuti sani. Nella diagnostica per imaging il ricorso dei farmaci veicolati con nanoparticelle si dimostra vantaggioso anche per quanto riguarda il dosaggio e la tossicità, dal momento che si riduce il consumo globale di farmaco e la stessa dose che viene somministrata nel corpo del paziente a fronte di una maggiore efficacia farmacologica, ma allo stesso tempo si limitano gli effetti negativi che possono causare episodi di allergia o di tossicità.Per approfondimenti su tale argomento si rimanda alla lettura di http://www.pagliara.it/static/images/education/pdf/25-nanoceramica-teranostica.pdf.

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Applicazione diagnostica dei mezzi di contrasto nanometrici

nanoparticelle nella diagnostica per immagini

nanoparticelle nella diagnostica per immagini

Ad oggi si utilizzano ampiamente i mezzi di contrasto nanometrici in alcune procedure di diagnostica per immagini per sfruttare le potenzialità delle visualizzazioni selettive e dl miglior contrasto negli esami di risonanza magnetica nucleare, ma anche nel contesto dell’ultrasonografia. Si stanno sperimentando le particelle sintetizzati nei laboratori di nanotecnologia con lo scopo di potenziare l’efficacia diagnostica dell’ecografia e della RMN. L’obiettivo è quello di sfruttarne al massimo le potenzialità diagnostiche come nel caso dell’ecografia con mezzo di contrasto (CEUS), che utilizza le microbolle, e che si dimostra una tecnica di tipo diagnostico utile per la localizzazione di metastasi a livello epatico. In conclusione fanno capo al settore della nanodiagnostica tutte quelle procedure di indagine che usano nanoparticelle inorganiche come mezzi di contrasto, ovvero delle tecniche diagnostiche quali: risonanza magnetica per immagini; tomografia a emissione di positroni (PET); ultrasuoni per ecografia, per MOC e per spettroscopia fotoacustica.

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