Radiofarmaci indicatori medicina nucleare

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Radiofarmaci indicatori medicina nucleare

Nel contesto degli esami di medicina nucleare si impiegano i cosiddetti radiofarmaci che agiscono da traccianti e da radiofarmaci indicatori. I radiofarmaci sono composti da uno o più radionuclidi detti isotopi radioattivi, si tratta di sostanze chimiche capaci di interagire con il sistema biologico ma che, una volta iniettati in vivo, possono spesso anche essere monitorati dall’esterno durante il loro cammino nel corpo del paziente servendosi delle adeguate strumentazioni diagnostiche. I radionuclidi devono possedere caratteristiche fisico-chimiche diverse in base al loro impiego di tipo diagnostico o terapeutico, per il quale sono impiegati; nello specifico quelli usati a livello diagnostico devono possedere una minima emissione di radiazioni corpuscolate ed un elevato flusso di fotoni molto penetranti nei tessuti. Per quanto riguarda le peculiarità dei radiofarmaci indicatori essi agiscono come traccianti per valutare ad esempio la perfusione cardiaca o cerebrale, la funzione renale, la capacità di escrezione. A tali sostanze chimiche spettano dei precisi compiti quali: segnalano strutture in sedi diverse da quelle fisiologiche; permettono di individuare i confini, la sede, le dimensioni di una struttura anatomica normale oppire patologica; determinano la capacità funzionale di una struttura anatomica. Altre notizie su: http://www.fisicalive.altervista.org/4%20liceo/Dispensa%20di%20Medicina%20Nucleare.pdf.

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Caratteristiche peculiari

radiofarmaci indicatori

radiofarmaci indicatori

Questi composti permettono di tracciare un processo fisiologico o biochimico nell’organismo e vengono  distinti in indicatori negativi, se elettivamente non si localizzano nei siti patologici, ed in indicatori positivi se si accumulano in siti patologici. Nello specifico un tipo di radiofarmaco indicatore negativo tende a fissarsi selettivamente nel tessuto normale mentre le aree colpite da una condizione patologica vengono evidenziate come difetti di captazione e definite come aree fredde. Il radiofarmaco indicatore positivo si concentra esclusivamente nel tessuto malato: le aree patologiche si evidenziano come aree di ipercaptazione ossia aree calde. In genere i radiofarmaci indicatori sono marcati con atomi di massa alta, come lo iodio-123 (numero atomico 53) oppure il tecnezio-99m dimostrando un comportamento diverso da quello delle molecole che in condizioni normali sono presenti nel corpo umano, ma al tempo stesso devono possedere caratteristiche peculiari necessarie per la somministrazione agli uomini quali: purezza, sterilità, apirogenicità, atossicità.

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