Radiosinoviortesi: terapia medico nucleare

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Radiosinoviortesi: di cosa si tratta

La medicina nucleare oltre ad essere impiegata ia livello dagnostico trova applicazione in ambito terapeutico, specialmente nella cura dei tumori, ma la medicina nucleare si dimostra una terapia utile contro le artropatie infiammatorie attraverso l’esecuzione della radiosinoviortesi  (o radiosinoviectomia). Si tratta di una procedura medica che consiste nel somministrare al paziente un dosaggio di molecole radioattive che sono in grado di emettere delle radiazioni dal potere lesivo a livello locale; in pratica il radiofarmaco va a concentrarsi nei tessuti patologici preservando quelli sani. Questo tipo di terapia medico nucleare supporta la cura di diverse patologie tra cui quelle di natura reumatologica, rivelandosi un valido trattamento in caso di artropatie infiammatorie croniche. Nello specifico si prescrive la procedura terapeutica in caso di processi flogistici articolari, e si esegue attraverso una semplice iniezione intra-articolare di radionuclidi, con lo scopo di ridurre i processi flogistici della sinovia articolare. Per altre informazioni si rimanda alla lettura di http://www9.ulss.tv.it/Minisiti/medicina-nucleare/Terapia-Radiometabolica/radiosinoviortesi.html.

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Come si esegue la procedura

radiosinoviortesi

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Nel corso dell’esecuzione della radiosinoviortesi si inietta all’interno della cavità articolare un radioisotopo β-emittente, anche se vengono impiegati diversi radioisotopi tenendo conto delle stesse dimensioni dell’articolazione da trattare. La radiosinoviortesi viene utilizzata in tutte le articolazioni, e tra i vari radioisotopi che vengono utilizzati durante la procedura terapeutica si impiega il radioisotopo 169Erbio-citrato per trattare le piccole articolazioni delle mani e dei piedi, invece il 90Ittrio-citrato è indicato per lle articolazioni del ginocchio, il solfuro di 186Renio per il trattamento delle medie articolazioni. Come approccio terapeutico la radiosinoviortesi si adotta come trattamento delle artriti e delle artrosi in presenza di un processo di flogosi associata che fa scaturire la sensazione di dolore in associaizone ad un eventuale versamento articolare. Il paziente che si sottopone a questo trattamento deve stare a riposo, ed infatti l’articolazione viene immobilizzata per tre giorni con una fasciatura in modo da scongiurare che il radiofarmaco possa andare fuori dalla cavità articolare causando possibili danni a carico dei tessuti vicini sani.

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