Risonanza magnetica di diffusione

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Risonanza magnetica di diffusione

Un esame diagnostico come la risonanza magnetica di diffusione (diffusion weighted imaging – DWI) permette di caratterizzare le masse tumorali ed i tessuti cerebrali, analizzando i movimenti delle molecole d’acqua presenti in un tessuto. Nello specifico questa procedura è una sequenza dell’esame di risonanza magnetica che consente di identificazione in tempi veloci l’ictus ischemico, inoltre questo esame permette di distinguere l’ictus acuto da quello cronico e da altre condizioni che possono indurre ad una diagnosi diversa; inoltre attraverso questa analisi è possibile formulare altre diagnosi quali: distinguere le cisti epidermoidi dalle cisti aracnoidee; differenziare un ascesso da un tumore necrotico; fare una dagnosi differenziale tra encenfalite erpetica e glioma temporale diffuso; valutare la presenza di lesioni nella corteccia coricale in caso di malattia di Creutzfeldt-Jakob; determinare l’estensione di danni diffusi a carico degli assoni; considerare lo stadio di sviluppo di gliomi e meningiomi; verificare l’eventuale processo di demielinizzazione. Altre notizie su http://www.humanitas.it/visite-esami/risonanza-magnetica-di-diffusione-dwi.

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Come si esegue questo esame

risonanza magnetica di diffusione

risonanza magnetica di diffusione

L’esame di risonanza magnetica di diffusione dal punto di vista diagnostco rappresenta una procedura sicura che non causa alcun tipo di disagio al paziente che si ritrova sdraiato sulla schiena dentro un apparecchio che ha il compito di effettuare la scansione dell’area da porre sotto esame, attraverso questa indagine si acquisiscono delle informazioni che vengono inviate direttamente ad un computer che le elabora per poi restituire delle immagini da analizzare. In genere una risonanza magnetica ha una durata di 30-60 minuti, talvolta se necessario può essere somministrato un sedativo, in alcuni casi questo tipo di esame può richiedere l’iniezione di un mezzo di contrasto, per questo si deve far presente al medico se si è allergici  a qualche sostanza con lo scopo di scongiurare una reazione allergica. Ci sono dei casi in cui la risonanza magnetica è controindicata, ci sono alcuni soggetti che non possono sottoporsi sempre alla procedura, si tratta dei portatori di pacemaker, di alcuni tipi di protesi alle valvole cardiache, di impianti metallici e chi presenta dei corpi estranei metallici nel corpo, in tutte queste situazioni è il medico che deve eseguire l’esame a decidere se procedere con questo esame.

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