Scintigrafia ossea: cosa è e come si esegue

Scintigrafia ossea: cosa è

La scintigrafia ossea si conferma il principale metodo di indagine che permette di evidenziare la presenza di metastasi a livello scheletrico causate da un tumore di natura maligna. A differenza di altri esami clinici, la scintigrafia ossea propone un costo inferiore, pesando meno sulla spesa sanitaria, inoltre nella voce dei suoi vantaggi pratici bisogna citare la possibilità di avere a disposizione un’indagine più completa e dettagliata della struttura ossea del corpo, il quale grazie a questo esame viene investito da una minore quantità di radiazioni, rispetto alla risonanza magnetica. Per accertare lo stadio patologico di eventuali metastasi viene prescritto come esame di stadiazione la scintigrafia ossea che consente di effettuare la diagnosi di un carcinoma, allo stesso esame si fa ricorso anche durante i controlli successivi. Questa indagine infatti permette di evidenziare la presenza di lesioni ossee di tipo neoplastico che causano la formazione di osteoblasti, ossia di cellule che producono il tessuto osseo attorno alla stessa lesione determinando così una maggiore concentrazione radioattiva.

Come si esegue l’esame

scintigrafia ossea

scintigrafia ossea

Al paziente che si sottopone ad una scintigrafia ossea viene iniettato per via endovenosa un radiofarmaco, si tratta dei difosfonati marcati con Tc – 99m (MDP Tc – 99m) immessi nel corpo del paziente in corrispondenza delle lesioni ossee interessate dal processo di attività osteoblastica reattiva. Con questo esame diagnostico si possono individuare tumori ossei, episodi infiammatori, ma anche le fratture che non sono visibili dalle immagini delle radiografie questo perché l’esame di scintigrafia ossea utilizza delle gammacamere in grado di visualizzare il corpo nella sua interezza per la durata di circa 15 minuti, proponendo delle immagini che possono essere acquisite nel giro di 3 ore, nelle quali appare nel dettaglio la struttura scheletrica del paziente. Non si evidenzino effetti collaterali: la scintigrafia ossea viene tollerata dai soggetti, ma è sconsigliata in caso di gravidanza e durante l’allattamento; una particolare attenzione va prestata in caso di reazioni allergiche nei confronti del radiofarmaco che determinano infiammazione ed episodi di eruzioni cutanee che causano prurito, non sono poi rari casi di febbre.

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