Scintigrafia ossea trifasica: esame diagnostico di medicina nucleare

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Scintigrafia ossea

Scintigrafia ossea trifasica

La scintigrafia ossea trifasica è un esame diagnostico utilizzato dalla medicina nucleare che permette di visualizzare l’apparato scheletrico dell’individuo che si sottopone a questa procedura, inoltre rivela delle informazioni di tipo fisiologico sullo stesso metabolismo osseo. Attraverso questo esame si possono ispezionare tutti i distretti scheletrici parallelamente, adoperando una bassa irradiazione, in questo modo si evidenzia la concreta distribuzione del radiofarmaco all’interno del corpo indicando l’attività osteoblastica dei vari distretti scheletrici. I difosfonati, marcati con un isotopo radioattivo (Tecnezio-99m), rappresentano la classe di farmaci in grado di inibire il riassorbimento osseo; il radiofarmaco si concentra nell’osso adattandosi alla stessa vascolarizzazione ed alla relativa attività metabolica ossea. La scintigrafia ossea trifasica si articola in tre fasi: nella prima fase detta perfusoria, dopo la somministrazione del radiofarmaco si ottengono delle immagini sequenziali con cui monitorare il transito del radiofarmaco nel distretto scheletrico; nella fase dell’equilibrio ematico, a distanza di circa 3-5 minuti dall’iniezione, viene acquisita l’immagine della mappatura del radiofarmaco durante la sua distribuzione uniforme nello scheletro; nella terza fase, detta tardiva, che si registra dopo 2-3 ore dall’iniezione, si ottiene la scintigrafia corporea totale o distrettuale.

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Le informazioni fornite dall’esame

scintigrafia ossea trifasica

scintigrafia ossea trifasica

Questo esame evidenzia l’attività osteoblastica dei vari distretti scheletrici, attraverso l’individuazione delle dirette variazioni cromatiche relative alla radioattività regionale. Attraverso la scintigrafia ossea trifasica si rivelano le alterazioni che interessano il metabolismo osseo distrettuale legate a casi di stadiazione di tumori di natura maligna permettendo non solo di evidenziare metastasi scheletriche in pazienti con neoplasie primitive dell’osso; si può anche valutare l’estensione della lesione scheletrica primaria; l’esame permette di individuare eventuali metastasi in altri distretti scheletrici o in tessuti molli. Questo esame diagnostico consente tra l’altro di formulare la diagnosi di una malattia infiammatoria a livello scheletrico, ma grazie ad esso si può anche analizzare la perfusione ossea, grazie alla scintigrafia ossea trifasica si evidenziano casi di dolore osseo di origine sconosciuta, permettendo allo stesso modo di rilevare la presenza di fratture che non possono essere evidenziate radiologicamente. In ultima analisi questa indagine diagnostica rende possibile la valutazione di danno post-traumatico ed anche di stimare la risposta del paziente nei confronti della terapia prescritta dal medico. Maggiori notizie su Scintigrafia ossea: cosa è e come si esegue.

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1 comment

  1. Luciana

    non ho ancora fatto questo esame
    ma da quanto ho letto mi impressiona un poco
    perchè mi sembra di aver capito che viene iniettato un farmaco radioattivo
    ora io ho fatto intervento di calcinoma intestinale ho solo un rene
    non è contro indicatorio? lo devo fare perchè dopo 8 mesi dalla protesi al ginocchio
    ho problemi a fare le scale nonostante tutta la fisioterapia che ho fatto
    grazie cordiali saluti Luciana Soffientini

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