Scintigrafia polmonare perfusionale: il tracciante impiegato

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Scintigrafia polmonare perfusionale con albumina marcata

Dalle immagini acquisite durante l’esame diagnostico di scintigrafia polmonare perfusionale è possibile osservare l’afflusso di sangue nei due polmoni oppure nelle regioni polmonari, valutando così il meccanismo di perfusione delle arterie polmonari. In particolare l’utilità di questo esame di medicina nucleare si evidenzia nella diagnosi di emboli che possono venirsi a formare lungo le ramificazioni delle arterie: la comparsa di emboli polmonari è da ascrivere all’accumulo di piastrine e fibrina che durante la circolazione del sangue arrivano nella regione polmonare. Al paziente che si sottopone alla scintigrafia polmonare perfusionale viene somministrato uno specifico radiofarmaco che deriva da una proteina del sangue, ossia l’albumina marcata con 99mTc, in tal caso l’albumina si va a congiungere con il tecnezio 99. Il tracciante iniettato per via venosa ha un diametro superiore a quello dei vasi capillari polmonari per questo ha la capacità di fissarsi nell’organo bersaglio: il radiofarmaco si distribuisce nei polmoni in maniera proporzionale al flusso con cui scorre il sangue durante la stessa somministrazione del tracciante. Maggiori notizie si trovano su Scintigrafia al cuore: SPET miocardica di perfusione.

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I dati diagnostici dell’esame

scintigrafia polmonare perfusionale

scintigrafia polmonare perfusionale

La scintigrafia polmonare perfusionale fornisce diversi dati diagnostici dal momento che attraverso la raccolta di immagini da parte della gamma camera si visualizza la distribuzione regionale del flusso ematico polmonare in modo da rilevare la capacità di pervietà dei vasi polmonari. Con questa indagine diagnostica è possibile rilevare la presenza di un’embolia polmonare; l’esame di imaging fornisce anche indicazioni relative ad eventuali modifiche nel processo di perfusione polmonare secondarie a cardiopatie; l’esame identifica anche eventuali alterazioni della perfusione in relazione a diverse patologie a livello polmonare quali: neoplasie, asma, enfisema, bronchite cronica. La scintigrafia polmonare perfusionale permette anche di studiare eventuali presenze di shunt dx-sn primitivo o secondario. Attraverso questa indagine scintigrafica è possibile appurare la validità o l’inefficacia della terapia trombolitica-anticoagulante prescritta in precedenza al paziente. Altre informazioni si trovano su Scintigrafia polmonare: il suo campo d’indagine.

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