Terapia radiometabolica recettoriale nei tumori neuroendocrini

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Terapia radiometabolica recettoriale nei tumori neuroendocrini

Il trattamento dei tumori neuroendocrini generalmente si avvale di un approccio multidisciplinare specifico per ogni paziente, che può prevedere il ricorso alla terapia radiometabolica recettoriale con analoghi radiomarcati della somatostatina. Nonostante la rarità clinica di queste patologie, si tratta di condizioni alquanto gravi dal momento che i tumori neuroendocrini tendono a produrre delle sostanze bioattive, tra cui amine ed ormoni. In ambito medico si registrano principalmente casi di tumori neuroendocrini del tratto gastro-entero-pancreatico, con sede negli aggregati di cellule endocrine presenti nel pancreas oppure a livello del duodeno, il cui tratto peculiare consiste nel suo lento decorso, talvolta invece possono presentarsi delle forme aggressive che però vengono identificate solo in fase metastatica, questo ritardo diagnostico non consente l’impiego di trattamenti efficaci. Si definiscono tumori endocrini pancreatici funzionanti quelli che producono un eccesso di sostanze ormonali a cui imputare i sintomi, se invece non vengono prodotte sostanze si è in presenza di tumori non-funzionanti. In base all’ormone prodotto dalle formazioni tumorali si vengono a manifestare diversi sintomi quali: principali sono: diarrea, colelitiasi, ulcere duodenali, diabete, ipoglicemia; a questi disturbi si possono accompagnare altri legati all’effetto-massa del tumore, questo quadro patologico sorge in caso di tumore non-funzionante e si esplica con disturbi quali: vomito, dolore, dimagrimento, itterizia.

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Diagnosi e terapia

terapia radiometabolica recettoriale

terapia radiometabolica recettoriale

La diagnosi di questo genere di tumori di solito viene avviata se si sospettano dei fattori eziologici responsabili di specifiche alterazioni degli esami del sangue, come ad esempio l’aumento dei livelli di ormoni come  l’insulina e la gastrina, oppure in presenza di valori alti di cromogranina A, una proteina prodotta dai tumori endocrini. Per confermare il sospetto diagnostico e risalire alla sede del tumore si effettuano degli esami strumentali, tra i quali figura la scintigrafia recettoriale, che permette di individuare i tumori neuroendocrini grazie alla presenza dei recettori per la somatostatina. Come approccio terapeutico viene impostato un trattamento adattato per ciascun paziente secondo il tipo tumorale, l’estensione di malattia, il quadro dei sintomi; tra le diverse strade terapeutiche vengono prescritte delle terapie ablative di tipo chirurgico, si ricorre anche a sedute di radiologia interventistica, invece tra i trattamenti medici si usano solitamente dei prodotti analoghi della somatostatina in associazione all’interferone, si impiega anche la chemioterapia e la terapia radiometabolica recettoriale con analoghi radiomarcati della somatostatina.

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